Archive for the Category ◊ Guide fai da te ◊

Author: admin
• martedì, novembre 01st, 2011

Dopo la guida su come costruire un’incubatrice per rettili, non poteva mancare uno strumento molto utile per controllare lo stato di crescita dei nascituri. Vi ricordo che una volta raccolte le uova bisogna contrassegnarle con un qualsiasi segno, per far si che vengano riposizionate nello stesso modo dopo il controllo con l’ecografo. A differenza delle uova di gallina, che vanno capovolte di tanto in tanto, le uova di rettile non vanno mai capovolte.

Materiali: una tavola di truciolato o quant’altro, un porta lampade con una semplice lampadina, dei chiodini o viti, del filo elettrico e una presa elettrica.

Strumenti: un seghetto alternativo per poter tagliare la tavola.

Procedimento: costruire una scatola con il compensato (in alternativa si può anche usare una semplice scatola di cartone), inserire il porta lampada e ricordarsi di far uscire il filo al suo esterno. Nella parte superiore prima di chiudere fare un piccolo buco dove poggiare l’uovo, collegare l’estremità del filo elettrico ad una presa ed il gioco è fatto.

A questo punto l’uovo si illuminerà e se la fecodazione è riuscita vedrete il piccolo che, un pò infastidito dalla luce, comincerà a muovere le zampette.

Author: admin
• martedì, novembre 01st, 2011

Come tutti sappiamo le tartarughe sono rettili in via d’estinzione proprio perchè le condizioni climatiche non permettono il regolare ciclo e gli sbalzi di temperatura sono micidiali. Iniziamo col dire che una temperatura costante permette alle uova di schiudersi in minor tempo, quindi invece dei loro naturali 90 giorni si passa ai 60 giorni trascorsi nell’incubatrice. Voglio ricordare inoltre che la temperatura determina il sesso del nascituro, dai 27° ai 30° si ha una prevalenza di maschi, dai 30° ai 32° metà e metà, mentre dai 32° ai 34° femmine. Quindi per far si che la specie si preservi conviene tenere la temperatura dai 32° ai 34°, un unico maschio riesce ad inseminare molte femmine. Altro elemento essenziale è l’umidità che serve per tenere morbido il guscio per far si che le piccole tartarughe, anche se munite di una forza straordinaria, riescano a romperlo in modo più agevole.

Iniziamo la costruzione.

Materiali: Un acquario, un riscaldatore e una pompetta per acquari, del plexiglass, un pomello, una vaschetta abbastanza pesante da non galleggiare e della sabbia a grana grossa.

Procedimento: Prendiamo l’acquario, fissiamo la pompetta e il riscaldatore uno di fronte all’altro con le ventose in dotazione sul fondo dell’acquario.

Adesso con il plexiglass creiamo un coperchio per coprire l’acquario, al centro facciamo un piccolo foro e fissiamo il pomello. Adesso la cosa più importante di tutte è creare un pezzo di plexiglass inarcato per far si che le gocce della condensa non cadano sulle uova. Andrà tagliato leggermente più lungo in modo da incastrarsi perfettamente, ideale sarebbe una piccola guarnizione sui lati per non farlo scivolare.

Adesso riempiamo l’acquario d’acqua fino a coprire la pompetta ed il riscaldatore, calcoliamo che nei 60 giorni un piccola percentuale d’acqua evaporerà quindi mettiamone qualche centimetro in più. Ora procediamo col riempire il contenitore che dovrà andare immerso nell’acqua con la sabbia, dove andremo ad adagiare le uova.

Vorrei aggiungere una cosa per chi a dubbi nell’utilizzo della pompetta, serve per rendere la temperatura interna molto più omogenea, altrimenti l’acqua si riscalda prevalentemente dal lato del riscaldatore. Comunque se non sono stato chiaro su qualche passaggio resto a vostra disposione!!

Questo è quello che serve per ottenere questo risultato.

Oppure se non mi sono spiegato bene ecco a voi il video

Author: admin
• mercoledì, aprile 13th, 2011

Parleremo ora di come costuire da soli una doccia con cromoterapia.

Per prima cosa ci serviranno i materiali per la costruzione del controsoffitto e in un secondo momento per lilluminazione. Per costruire il controsoffitto avremo bisogno di: pannelli di cartongesso, struttura in metallo, tasselli, viti e un taglierino. Gli attrezzi da utilizzare sono: trapano, avvitatore, metro e livella. Ora siamo pronti per iniziare.

Vi mostro la prima foto in cui potete notare che l’areatore posizionato a lato sx della parete sarà spostato centralmente con una serie di tubi.

Fissiamo ora la struttura che sorreggerà il cartongesso nel perimetro della doccia stando attenti a rispettare il piano aiutandosi con la livella, segniamo i buchi e procediamo al fissaggio tramite i tasselli.

Ora abbiamo creato la struttura. A questo punto non ci resta che fissare i pannelli di cartongesso. Prendiamo le viti e fissiamole con l’avvitatore.

Come potrete notare sulla sinistra della foto è stata inserita una presa di corrente all’interno del cartongesso che servirà per alimentare le luci della cromoterapia. Adesso posizioniamo il pannello frontale che andrà a chiudere la nostra “scatola”.

Ora andremo a coprire con lo stucco le viti e gli eventuali spazi rimasti aperti e cominceremo a rasare la prima parte del controsoffitto.

Adesso passiamo alla seconda parte della costruzione del controsoffitto: la creazione del foro da cui illumineremo la doccia che in questo caso ha forma ovale.

Creiamo un’altra piccola struttura nel perimetro basso, tagliamo il pannello di controsoffitto e disegniamo il foro al centro, aiutandoci questa volta per il taglio con un seghetto alternativo. Quindi posizioniamo il pannello e fissiamo con le viti.

Da questa foto possiamo vedere la prospettiva vista dal basso.

Adesso stucchiamo, rasiamo tutto e una volta fatto asciugare passiamo la carta vetrata per rimuovere le parti di stucco superfluo. Passiamo poi alla pittura dando prima una mano di isolante che dovrà asciugare per un paio d’ore e poi stendendo due mani di pittura.

Passiamo alla fase finale che riguarda l’illuminazione. Procuriamoci una striscia di led che dovrà coprire il perimetro dell’interno del foro (di seguito potete vedere un esempio). Ricordiamoci che i led sono 12W e necessitano di un trasformatore.

Posizioniamo con l’adesivo che troviamo nella parte posteriore la striscia di luci all’interno del foro ed il gioco è fatto! Non ci resta che azionare le luci e godersi una splendida “cromoterapia fai da te”.

In antemprima il video del lavoro terminato.

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• lunedì, settembre 06th, 2010

Le tapparelle vengono sollecitate ogni giorno e non è raro che subiscano rotture o presentino un’usura . L’intervento che più spesso si rende necessario è la sostituzione della cinghia di sollevamento strappata o molto usurata e pericolosa. Intervenire é facile. Ecco come fare:

1- Aprite il cassonetto spostando verso l’alto il pannello anteriore fino a liberarlo dall’incastro, quindi tiratelo verso il basso per asportarlo.
2- Eliminate la vecchia cinghia, in parte avvolta sulla puleggia del rullo, sfilandola dai rullini del cassonetto e dalla fessura nella puleggia. Ricordatevi prima di gettarla   di prendere la lunghezza così da tagliare la nuova cinta della stessa lunghezza.
3- Alzate completamente la tapparella agendo con le mani sul rullo e sulla puleggia, quindi bloccatela.
4- Fate passare la nuova cinghia nei rullini del cassonetto, quindi fissatela sulla puleggia , con un nodo, dopo averle fatto fare due giri. Ora potete far scendere la tapparella
5-Nella parte bassa estraete l’avvolgitore dalla sua sede e liberatelo dalla vecchia cinghia. Quindi “caricatelo” ruotandolo più volte con le mani stando molto attenti una volta caricata la molla.
6-Fate passare la nuova cinghia nei rullini guida e bloccatela all’avvolgitore con l’apposita vite oppure la piccola grappa che fuoriesce. Ora potete inserire l’avvolgitore nella sua scatola
7-Fissate l’avvolgitore al muro (oppure nell’infisso) stringendo le apposite viti. Quindi alzate piano la tapparella per verificarne il funzionamento

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• lunedì, settembre 06th, 2010

Spesso ci si trova a dover  forare le piastrelle di casa (bagno e/o cucina) per posizionare mensole o differenti accessori.
Procediamo in  questo modo:
Prendere una qualsiasi punta, ad esempio un grosso chiodo oppure un punteruolo e posizionarlo nel punto esatto da forare. Con un martello picchiare un paio di volte per far si che lo strato superficiale di smalto venga scalfito. In questo modo la punta che andremo a montare sul trapano troverà un piccolo foro d’appoggio e manterrà la traiettoria giusta impedendoci di sbagliare.
Accertarsi sempre di non andare a forare in punti potenzialmente pericolosi onde evitare di imbattersi in tubi d’acqua, gas o fili elettrici. Ricordatevi  sempre che i tubi dell’acqua vengono sempre dal pavimento verso il soffitto, stessa cosa per i fili elettrici.